Fai anche tu questi errori in inglese? I 12 errori più comuni e come evitarli

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Una buona padronanza dell’inglese può salvarti da una catastrofe sociale: io l’ho visto con questi occhi.

Come? Ecco com’è andata la storia.

14 giugno 2014. Questa data ti ricorda qualcosa? A me, oltre a un Balotelli d’altri tempi, ricorda un pub a Birmingham, in Inghilterra, in un tripudio estivo di rosso e bianco.

Di certo, da tifosi italiani, avevamo già avuto una serie di malaugurate idee in partenza.

In primis, entrare senza nasconderci in un pub inglese nella partita d’esordio ai mondiali di calcio Italia-Inghilterra con tanto di bandierine italiane dipinte in volto; attirare quindi in un sol momento l’attenzione di duecento inglesi che sembravano fare paura per duemila; infine vincere ed esultare senza ritegno alcuno sul gol decisivo dell’ex-Man City Balotelli.

Due tifose

Doppio smacco inglese.

Ecco, a questo punto normalmente sarebbe meglio almeno astenersi dall’andarsele a cercare. Nella fattispecie, è consigliabile evitare di rivolgersi agli amici inglesi a partita conclusa con un

“Com’on, I will buy you some Italian win to make you feel better”

Non importa che il mio amico volesse davvero offrire un buon Prosecco wine: gli inglesi non l’hanno veramente presa bene.

 

Ecco un piccolo esempio di come sia importante correggere i propri errori per evitare di trovarsi in situazioni sconvenienti!

Esistono alcuni sbagli che gli italiani tendono a fare per via delle differenze tra la lingua inglese e quella italiana.

Pensa per un attimo a questa frase:

“I think that she will make a cake for her son’s birthday as soon as she gets home”

Quanti e quali errori potrebbe commettere un italiano pronunciando o scrivendo questa frase? Quali punti possono essere problematici e perché?

Faccia confusa - copyright https://www.flickr.com/photos/64712314@N00/

Una volta arrivato alla fine dell’articolo, sarai riuscito a individuarne e correggerne diversi!

 

Come ci ricorda Gianni Rodari:

“gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la Torre di Pisa”

Quali sono quindi gli errori più ricorrenti?

E in questa Torre di Pisa (o di Babele?) di errori, quali sono i tre più comuni per gli italiani? Come risolverli?

In questo articolo spieghiamo tutto questo, offrendo soluzioni pratiche per esercitarsi e migliorare.

Per maggiore chiarezza, parleremo di tre macro-gruppi: errori di pronuncia, grammatica e vocabolario. Alla fine dell’articolo scopriremo i tre più comuni!

 

1. Pronuncia

“Ma prof, la pronuncia è un problema per me! Non la capisco e parlo sempre con l’accento italiano”.

C’è qualcosa di familiare in queste parole? È molto normale, per un madrelingua italiano, avere problemi di pronuncia viste le differenze tra il sistema fonetico italiano e quello inglese.

Vi sono però dei piccoli trucchi per comprendere la radice del problema e affrontarlo.

Di seguito una panoramica di varie categorie di errori comuni: potrai cliccare sulle parole per aprire un link al dizionario, in cui potrai ascoltare la pronuncia cliccando sul simbolo dell’altoparlante.

Come ascoltare la pronuncia cliccando sul simbolo dell’altoparlante

     

  • Parla come mangi. Al contrario di quanto succede in italiano, in inglese l’ortografia di una parola non corrisponde necessariamente alla sua pronuncia: spesso, le parole inglesi hanno lettere che agli occhi di un italiano sono completamente superflue!

    Pur non essendoci regole fisse per la pronuncia, ecco alcuni errori frequenti e facilmente risolvibili:

    La parola inglese ‘queue’ è la peggiore – con l’80% delle lettere ridondanti.

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  • L’invasione dell’italianglese. Mentre c’è chi sta in guardia perché l’inglese dilaga nella lingua italiana, dobbiamo fare attenzione a difenderci dalle parole prese in prestito e pronunciate diversamente in italiano.

    In inglese, report, performance e development hanno l’accento sulla seconda sillaba e management sulla prima; hotel e hamburger vogliono l’acca aspirata, CD è pronunciato /sì-dì/ e stage non è pronunciato alla francese.

 

  • Paese che vai, suono che trovi. Suoni che esistono in inglese ma non in italiano: cosa facciamo in questi casi?

    Come pronunciare il suono 'th'

    Tendiamo a imitare il suono inglese con quello italiano che gli si avvicina di più. Dai un’occhiata a questi esempi:

    • Suono /th/, come in ‘think’. Per produrre questo suono, dobbiamo mettere la lingua in mezzo ai denti e ‘soffiare’: ascolta e prova a ripetere con la BBC.
      Soprattutto, dobbiamo stare attenti a non dire /t/ oppure /f/: vogliamo dire three, free o tree? Per migliorare, prova a pronunciare queste coppie di parole con /f/ e /th/ e queste coppie contenenti /t/ e /th/; puoi inoltre esercitarti nel riconoscere i suoni con questo video.
    • Suono /th/, come in ‘this’. Anche in questo caso, può venire spontaneo pronunciare ‘this’ come ‘dis’ o ‘zis’. Anche per questo suono, la BBC ci spiega come pronunciarlo correttamente. Puoi inoltre esercitarti ad ascoltare i diversi suoni e a riprodurli.
    • Suono /h/. Tranne in casi rari, in inglese il suono /h/ all’inizio delle parole non è una piccola lettera muta, ma un bel suono aspirato! Esercitandoti a leggere parole e frasi complesse, presto ti ricorderai di pronunciarla.
  •  

  • Moglie e buoi dei Paesi (non) tuoi. Un certo numero di parole inglesi sembrano incredibilmente simili, perfino uguali, al loro corrispondente italiano.

    È importante però non abbassare la guardia e pronunciarle correttamente. Tra queste, ricordiamo principalmente:

  • Perché devo continuare a inserire le lettere ‘K’ se in ogni caso sono mute?

    “Perché devo continuare a inserire le lettere ‘K’ se in ogni caso sono mute?”

 

2. Grammatica

Senza addentrarci in lunghe spiegazioni grammaticali, ecco alcuni accorgimenti che ti aiuteranno a risolvere alcuni dei più comuni problemi di grammatica:

     

  • Preposizioni: ‘di-a-da-in-con-su-per-tra-fra’? In inglese, a volte le preposizioni si usano in modo diverso dall’italiano. Dai un’occhiata agli esempi:
    • ‘I go in Austria’, ‘I depend from a friend’, ‘I am interested about History’: quest’uso delle preposizioni ricalca l’uso italiano, mentre in inglese quali sono le preposizioni corrette in questi casi? ‘Go to Austria’, ‘depend on a friend’, ‘be interested in History’. Prova a esercitarti con le preposizioni.
    • ‘I will do this for to help you’. In questa frase abbiamo due verbi: do e help. Con il secondo verbo esprimiamo uno scopo: ‘lo farò per aiutarti’. Quando esprimiamo uno scopo con un verbo, non abbiamo bisogno della doppia preposizione (for e to) ma solo di to: ‘I will do this to help you’.
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  • Tempi verbali: croce e delizia dell’immaginario collettivo degli studenti d’inglese. Ecco un aiuto per risolvere alcuni dei problemi più comuni nel passato, presente e futuro.
    Illustrazione del sistema verbale inglese, con 3 tempi e 4 aspetti

    Ogni tempo si combina con tutti e 4 gli aspetti, abbiamo quindi in totale 12 combinazioni

    • Passato. In inglese, un’azione che è finita due minuti fa è come un’azione che è finita due anni fa: ha bisogno del Past Simple. Se l’azione è 1) passata, 2) finita e 3) abbiamo un riferimento temporale, useremo il past simple.

      Non diremo quindi ‘I have eaten an ice cream two minutes ago’, ma ‘I ate an ice cream two minutes ago’. Dai un’occhiata qui per una spiegazione ed esercizi.

    • Presente. Abbiamo un’azione che è iniziata nel passato e continua nel presente? Qualcosa che facciamo dal 2010, qualcosa che facciamo da cinque anni? In questo caso, nonostante in italiano useremmo il presente semplice (‘Studio il giapponese da cinque anni’), in inglese usiamo il Present Perfect: ‘I have studied Japanese for five years’.

      Per approfondire, dai un’occhiata a questa spiegazione del blog e a questi esercizi.

    • “Ci godremo il presente quando, in futuro, sarà passato.” – Giovanni Soriano

    • Futuro. Il futuro ‘canonico’ in inglese, will, a volte può nascondere delle insidie! Nella frase ‘I will call you when I will get home’, c’è un errore. Riesci a individuarlo? In questo periodo ci sono due verbi: call e get. Nonostante entrambi le azioni si svolgano nel futuro, solo la prima (ovvero il verbo della frase principale) può avere il futuro con will; il secondo verbo va al presente semplice. Perché?

      Perché la seconda frase inizia con when. Quando una frase esprime una condizione, inizia con when, if, as soon as, after o before e l’azione si svolge nel futuro, usiamo il Present simple, nonostante in italiano possiamo usare il futuro semplice.

    Testo: "Il Passato, il Presente e il Futuro entrano in un bar. Tempi difficili!"

    Il Passato, il Presente e il Futuro entrano in un bar. Tempi difficili!

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  • Varie ed eventuali
    • Ricordare: in italiano, nelle frasi ‘Ricordo il mio insegnante del liceo’, ‘Quella cena mi ha ricordato il mio insegnante del liceo’ e ‘Marco mi ha ricordato di andare alla cena con il mio insegnante del liceo’, usiamo il verbo ricordare.

      In inglese, dobbiamo usare due verbi diversi per ‘ricordare qualcosa’ e ‘ricordare qualcosa a qualcuno’: quali? Remember e remind: ‘I remember my secondary school teacher’, ‘That dinner reminded me of my secondary school teacher’ e ‘Marco reminded me to go to the dinner with my secondary school teacher’.

    • Mi ha detto/spiegato: He said me è un errore molto comune, ma la forma è corretta è ‘he said to me’ o ‘he told me‘; allo stesso modo, he explained me diventa ‘he explained to me’.
    • To agree: to agree with/to agree to. In inglese, agree è un verbo, non un nome. Ecco perché, quando siamo d’accordo con qualcuno, non diciamo I’m agree with you, ma I agree with you.

      Il verbo agree, inoltre, ha un significato diverso quando è seguito dalla preposizione to: ‘I agreed to do the food shopping’, significa che ho acconsentito a fare io la spesa.

 

3. Vocabolario

Ragazza con libri sulla testa - copyright www.flickr.com/photos/radarxlove/

Ampliare il proprio vocabolario è certamente uno degli scopi principali nell’apprendimento di una lingua. Attenzione però a questi errori ricorrenti tra i madrelingua italiani:

     

  • Amici amici, e poi.. Attenzione ai falsi amici! Sono parole che sembrano uguali a parole italiane, ma non lo sono. Tra queste, ricordiamo:
    • Actual significa effettivo, reale. Attuale si traduce con current
    • Anticipate significa prevedere, aspettarsi. Anticipare si traduce con to move up, to bring forward
    • Argument non è un argomento, ma una discussione, un litigio. Argomento si traduce con topic
    • Comprehensive non significa comprensivo, ma esauriente. Comprensivo si traduce con understanding
    • To pretend non significa pretendere ma fingere; pretendere si traduce con to expect, to claim

    Scopri di più sui falsi amici con questa lista.

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    “Chi non conosce le lingue straniere non conosce nulla della propria.” – Goethe

  • Two is better than one! Esistono concetti che in italiano esprimiamo con una parola e in inglese con due, ad esempio:
    • Estero: in inglese, andare all’estero si traduce con to go abroad; un mercato estero (usando quindi estero come aggettivo) si traduce con foreign market. Non diremo quindi ‘an abroad friend’, ma ‘a foreign friend’, né diremo ‘my uncle lives in foreign’, ma ‘my uncle lives abroad’.
    • Matrimonio: la cerimonia del matrimonio (lo ‘sposalizio’) e il rapporto che lega due persone sposate in inglese sono due concetti diversi. La cerimonia è il wedding, mentre il rapporto che ne deriva è il marriage: ecco perché un ’30-year wedding’ sarebbe davvero un po’ troppo lungo!
    • Economia: se parliamo della situazione economica di un Paese, parleremo di economy; se invece ci riferiamo alla disciplina, come l’economia aziendale, parleremo di economics.
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    La ruota della fortuna

  • Dire il fare. Do e make: quando si usa uno e quando l’altro? In italiano, nella maggioranza dei casi, si usa la parola fare per entrambi: ecco la fonte del problema.

    In generale, usiamo do quando parliamo di un’attività indefinita, generica (‘what do you want to do today?’, ‘the things she does are so strange’), mentre tendiamo a usare make quando creiamo o costruiamo qualcosa (‘My mother never makes any cakes’).

    Al di là di questa macro-differenza, esistono le cosiddette ‘collocazioni’, ovvero parole che vanno sempre insieme per formare delle espressioni: ad esempio, do homework, make an appointment, do a favour, make a mess. Dai un’occhiata a questa spiegazione con esercizi forniti dalla BBC.

 

Concludendo…in bellezza

Due tifosi

Ricordi la frase iniziale?

“I think that she will make a cake for her son’s birthday as soon as she gets home”

Ora sei in grado di individuare i punti più problematici? Eccone alcuni:

- think, birthday: suono /th/
- that: suono /th/
- make a cake: collocazione del verbo make
- her, home: suono /h/
- as soon as: futuro condizionale al presente semplice

Prova a esercitarti con questa frase e con le fonti presentate in questo articolo e presto ti libererai degli errori più comuni.

A proposito: se hai poco tempo e devi scegliere, qual è la top 3 degli errori più comuni che è importante correggere?

  1. Suono h: hi, hello, holiday, hotel
  2. Falsi amici: actual, factory, pretend
  3. Preposizioni: go to a place, be interested in something

 

In conclusione: pensi di ‘masticare’ l’inglese, hai mille dubbi e a volte ti sembra di essere Celentano in Prisencolinensinainciusol?

Adriano Celentano che indossa il cappello a bombetta

È arrivato il momento di smettere: con questi piccoli accorgimenti e un po’ di esercizio e costanza presto acquisirai più sicurezza nel parlare, nello scrivere e nel comprendere.

E per te, quali aree sono le più difficili da migliorare? Quali di questi consigli ti è sembrato il più utile? Let us know!

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